La Cappella Ducale di Torino

REAL CHIESA DI SAN LORENZO

Storia di una Istituzione Musicale

 

LA SCHOLA PUERORUM

 

Nella storia musicale torinese, si può definire come periodo medioevale quello che termina nell'anno 1450, poiché di quell'anno risultano i primi documenti che attestano la fondazione della Cappella musicale nel Duomo cittadino. Questo periodo cosiddetto medioevale è caratterizzato essenzialmente dalla vita musicale che si svolgeva nella chiesa cattedrale, dove si concentrava sia l'attività religiosa che quella artistica della città.
Va ricordato che fino alla fine del secolo XV il Duomo era formato da tre chiese contigue: San Salvatore, Santa Maria e San Giovanni Battista, senza che si sapesse quale delle tre fosse la più antica.
La prima notizia della presenza di una schola puerorum aggregata al duomo, l'abbiamo da un antico testamento, che risale all'anno 950. Da questa lacera pergamena apprendiamo che un certo "A….", archilevita della cattedrale, lasciava ai canonici, dopo la sua morte, "duas pecias de terra coltile iuris mei, quae abere viso sum, … loco dicto Prato de episcopo …ita tamen ut ipsi canonici, qui nunc et in perpetuo in eadem basilica de sancti Salvatoris fuerit mei, qui de supra A. archilevite sancte Taurinensis ecclesiae, et de mei parentibus post de mei decessum semper de semel per hebdomada de nocte cantent matutinam, et non recitent … prout de moris est, et de die semel etiam per hebdomada missa cantent in dicto altario de sancto Salvatore, et vespera cantent etiam, et reliquo officio faciant et de cum ministris, et schola de cantorum et de pueris …". Da questo scritto, il cui stile farebbe inorridire qualsiasi latinista, apprendiamo dunque per la prima volta l'esistenza di una schola cantorum.
Qualche decennio più tardi, nel 997, gli stessi pueri vengono ricordati nelle volontà testamentarie di un certo Guglielmo, che dona alla basilica di San Salvatore e alla "schole cantorum, que in ea esse videatur pecia una de terra mea de alvio fluvio Pado da una parte loco dicto Wanchillia" e un altro pezzo di terreno posto fuori città. La donazione portava però il seguente onere che "ut omni die sancta pasche de die, et nocte canant in de missa, et de matutinis, et de reliquo officio, in basilica dicti sanctissimi Salvatoris cum canonicis, ac etiam die pentecoste, et de reliquis die solempnibus, in missa et officio, et de die, et de nocte et cantent de organo una cum pueris, et de die, qua cantaverit dicta schola cantorum, et de pueris, habeat in canonica sancti Salvatoris prandio, et cena cum canonicis, reliqui autem anni diebus stent in canonica …".
Appare qui chiaramente come nella Schola Cantorum fossero compresi anche i piccoli cantori che cantavano, accompagnati dall'organo, nelle ricorrenze religiose più importanti dell'anno liturgico, unendosi ai canonici; con i quali avrebbero poi condiviso anche il pranzo e la cena. La scuola aveva la sua sede nella stessa canonica, che veniva così ad assumere la funzione di un vero e proprio collegio.
L'esistenza di questi pueri è infine confermata da un'altra pergamena, posteriore di un anno alla precedente. Questa volta è un certo Walterio, canonico primicerio sempre della chiesa di San Salvatore, che nell'anno 998 fa una donazione di beni, perché ci sia "in ipso altario sancti Salvatoris missa cantata, et vesperum, atque etiam omne officium canonicale, atque intersit eo archidiacono, presbitero, archypresbitero, et primicerio, et cantore, et reliqui canonici viginti, presbyteri, diaconi, subdiaconi, et acolyti duo cum eisdem inservientibus, et schola cantorum, et de pueris …".
Da tutte queste testimonianze abbiamo dunque la certezza che, già nel secolo X, esisteva a Torino una Schola Cantorum con i fanciulli, e proprio nello stesso periodo in cui a Roma fioriva la celebre e analoga scuola di San Giovanni in Laterano.
Nel Medio Evo si dava molta importanza all'istruzione musicale, non solo per le finalità professionali perseguite dalla scholae cantorum, ma anche per semplici esigenze culturali. E' ben nota l'importanza che nella cultura dell'epoca aveva il canto, portato in auge soprattutto per opera di papa San Gregorio Magno: musica e letteratura vi erano associate, e si era fortemente convinti dell'efficacia educativa. Secondo le sue intenzioni le scholae dovevano essere una specie di seminario, aperto presso le varie basiliche, dove un certo numero di ragazzi, scelti anche fra le più nobili famiglie romane, venivano ad essere educati nel canto e nelle scienze sacre. A Roma, da queste scuole, uscirono molti vescovi e qualcuno di loro divenne anche papa.
Lo stesso Carlo Magno, nell'epistola De litteris colendis, volle ribadire l'importanza della cultura nel mondo ecclesiastico, raccomandando nel contempo l'insegnamento del canto. La Chiesa poi, in vari Concili come quelli di Aquisgrana e Magonza, ritornò sovente su questo argomento, ripetendo l'ordine di studiare "psalmos, notas, cantus, computum, gramaticam".
Il canto era dunque prescritto nei vari tipi di scuole: a partire da quella dell'umile parrocchia e passando per quelle dei monasteri e conventi, poi per le chiese vescovili e infine a quelle imperiali e pontificie.
Anche nella decadenza che seguì il breve periodo carolingio, vi furono zelanti vescovi che riconfermarono ai parroci le prescrizioni di Carlo Magno di tener scuola, di avere libri adeguati e di tenere un chierico "qui possit tenere scholam, legere epistolam, aut canere".
Dopo questi dati, appartenenti al secolo X, arriviamo al secolo XV, senza avere nessuna notizia della schola puerorum e della cappella musicale del Duomo di Torino. Abbiamo però testimonianze di come nella corte sabauda, in quei tempi residente a Chambery, la musica avesse la sua importanza.1
Vengono a proposito ricordati il duca Amedeo VIII e la moglie Maria di Borgogna, uniti in matrimonio nel 1393, che avevano organizzato una vita di corte piacevole e brillante. Erano entrambi esperti di musica e Maria suonava anche l'organo: per i musicisti erano dei veri e propri mecenati. Tale passione musicale venne poi trasmessa ai figli e in special modo a Luigi che assumerà il titolo di duca nel 1434 all'abdicazione del padre, raccogliendo contemporaneamente, e con particolare entusiasmo, anche il testamento artistico paterno.
Numerosi menestrelli concorsero a rallegrare la corte per tutto il secolo XIV. Costoro si riunivano anche a Ginevra, dove la corte sabauda a volte risiedeva. Un'importante scuola di menestrelli si trovava anche a Chieri. 2
Per quanto riguarda Torino, non abbiamo notizie specifiche su questo periodo, se non che, quando la corte andava temporaneamente a risiedervi, portava con sé anche il suo stile di vita, dove la musica, come abbiamo visto, era un elemento di notevole importanza.

 

NOTE

1- G. Borgezio, La fondazione del Collegio nuovo "Puerorum innocentium" del Duomo di Torino, Edizioni Psalterium, Roma, 1924. Pag. 201-207.

2- Bouquet-Boyer Marie Thérèse, La Cappella musicale dei duchi di Savoia dal 1450 al 1500, sta in: Rivista Italiana di Musicologia, Vol. III, 1968 - n° 2, Firenze, 1969. Pag. 233-235.

Una iniziativa della Associazione dei Cavalieri della Spada e del Silenzio da un’idea del Maestro Roberto Zarpellon - ricerca storica e pubblicazione Dr. Sergio Baldan